Aldo Federico - Critica

 
   

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Francesco GALLO

...Aldo Federico, nella nicchia del suo studio siracusano, in una delle palazzine scolorite, di pietra sfarinata dal vento, della vecchia borgata, nella terra ferma siciliana, di fronte alla mitica Ortigia...

...studia la sua pittura in innumerevoli, freschi, disegni e poi dipinge, protetto da una corazza invisibile che gli si snoda addosso e lo accompagna, consentendogli un eterno secretum, in cui diventano lontani e confusi gli echi della vita di tutti i giorni...

...Lavora circondato dalle piante grasse della sua terrazza, nel pieno di un forte odore d'incenso, cullato dalle note di una musica celestiale, fra candelabri di pensoso, funereo barocco e forti aromi cromatici, dipingendo un mondo arcano, di atmosfere rarefatte...

...Quadri splendidi, costruiti con grande maestria, con meticolosa attenzione al particolare...

...attraversando gli umori dello spirito classico e quello dei seguaci di Dante Gabriel Rossetti, dalla lucida affermazione della qualità dei corpi, esposti all'olimpica applicazione delle regole dell'immaginario, sotto lo sguardo della Vittoria Alata, alla lunare atmosfera di spiriti diabolici che capovolgono l'asse delle certezze solari quando la luce invade ogni cosa, mentre tutto cambia con l'incedere delle ombre, poi del crepuscolo, poi della notte e tutto diventa possibile, nella metamorfosi che attraversa le cose animate e quelle inanimate, dando corpo all'estetica dell'irreale, nel regno ingannevole della medusa...

...Nel volto dei volti, Aldo Federico, legge, con impalpabile leggerezza il senso del dramma che in esso è imprigionato e che costituisce il tentativo e l'esito di liberazione dell'artista dal regno delle ombre...

...In questo universo gothico, popolato di fantasmi meravigliosi, dal volto perlaceo, con mani affusolate, di incredibile sensualità, ma più adatte al graffio profondo e al furto, che non alla carezza e al dono, Federico descrive la sua mappa di santità e dannazione contagiato dalla malia dei volti di Perugino e di Raffaello, dagli odori malefici dalle streghe di Macbeth, dall'atmosfera avvolgente dei mantelli di Boechlin, dallo spirito violaceo delle suggestioni di Baron Corvo...

...Aldo Federico esercita tutta la sua capacità di lavorare sull'unità e definirla in passaggi successivi, come si fa con le velature, costituendo una stratificazione cromatica, su cui si legge il racconto sottratto alla parola e interamente consegnato alla vista...

2004

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Paolo GIANSIRACUSA

...La sua pittura è una continua evocazione del passato, un passato prestigioso ed aulico dove ogni creatura ha origini mitiche, ove ogni fatto ha radici vitali misteriosamente legate a vicende inquietanti...

...Opere realizzate con i toni della terra e del fuoco: colori accesi e forti, colori che bruciano immagini, colori da cui germogliano nuove creature, colori che rompono il silenzio della notte e abbagliano come lava incandescente il viandante-osservatore...

...Federico usa il colore come torcia infiammata, come spada insanguinata, per fare breccia allo sguardo nelle tombe del buio. Dipinge con la stessa impetuosità della lava che cola con fitti rivoli verso il mare schiumoso...

...In ogni suo segno è nascosto il desiderio di avanzare, di abbattere la barriera della notte, di scalare la massa nera di ciò che misteriosamente ci avvolge. Il suo avanzare sul supporto pittorico è simile al procedere del fuoco che brucia le stoppie: corre veloce conquistando ogni spazio che si abbandoni al piacere di essere posseduto...

1986

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Augusto FRANCETTI

...Ecco i paesaggi ove ognuno amerebbe rifugiarsi, o semplicemente abbandonarsi. Tema centrale: la crepuscolarità dei colori, il richiamo al respiro rinascimentale, l'essenza del mistero. Non troverete i soliti paesaggi al chiaro di luna, ma tellurici movimenti di colore che tendono ad aggrovigliarsi per diffondere l'energia primordiale che avanza sino a sconfinare in accecanti bagliori notturni.

In questo matrimonio tra il cielo e la terra divampa, finalmente, l'apoteosi della natura così come vorremmo che fosse ogni giorno, senza mezze tinte, ma nella sua totalità di energie che oltrepassano la fantasia dei sognatori...

2004

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Paolo MORANDO

...Aldo Federico ci è noto. Tuttavia nulla di scontato compare tutte le volte che si propone al pubblico con le sue opere. Ogni volta ha il dono di essere nuovo...

...Ma qui vorrei spendere una parola in più per i suoi fondi, in un buio senza fine, dove il perdersi non è uno smarrimento, ma quasi ritrovare il senso del proprio posto. Tale profondità non è velario ma avvolgente liquido dove le figure "Stanno". Gli occhi fissi e cristallini scoprono una poetica che fa del romanticismo un fatto attuale e senza tempo. Allo stesso modo si articolano i paesaggi. Stati dell'animo, più che descrizioni...

...Non si potrà mai dire di Aldo Federico: - "Ecco, è tutto qui!" Poiché ci sarà sempre un "Altrove" che riproporrà l'eterna avventura dell'arte sia in Lui che "fa" sia in noi che guardiamo...

1994

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Adila ORSENI

...Le orme del passato resuscitano dal ventre oscuro di un sogno, balenato al crepuscolo di una solitudine vistosamente presente in quegli oggetti naturali che Aldo Federico isola e custodisce con grande cura...

...il recupero di forme trascorse che assumono i contorni di un consapevole rifiuto del vuoto intimo che oggi oscura e imprigiona la condizione umana...

1995

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Enrico ADORNO

...Tra i pittori siracusani dell'ultima generazione che maggiormente avvertono il fascino del tempo come "Res Celebranda" e la suggestione dell'antico come materia d'arte non obsoleta, ma rinnovantesi nel presente, Aldo Federico si colloca con le sue visioni, con le sue immagini che sembrano venire a noi da misteriose lontananze e evocare antiche inquietanti presenze d'amore o di dolore, dove tuttavia sembra riflettersi e interrogarsi in uno spazio vuoto, qua e là lacerato da grumi di colore che attraversano la tela come fiamme, il volto dell'artista...

...Con la insaziata e infinita curiosità di un fanciullo che fruga e cerca nell'oscurità di una soffitta di un palazzo seicentesco e raccoglie qua e là con lo sguardo avido frammenti di bellezza dimenticata, egli non cessa di indagare nei recessi della memoria, che è memoria storica oltre che individuale e soggettiva; e superando di un sol balzo scuole e movimenti artistici, anni e secoli, spazia nel tempo nell'arcana dimensione della memoria estetica, fino ad approdare alle misteriose inquietudini del Barocco e del tardo Rinascimento...

...Si sarebbe tentati di scorgere nei testi pittorici di questo giovane autore, le tracce ben visibili di illustri maestri del passato, da Van Dick alla pittura fiamminga del Seicento e perchè no - allo stesso Leonardo - specie in uno o due paesaggi di piccolo formato che ebbi il piacere di scoprire in un angolo del suo studio...

...I suoi ritratti d'uomo ammiccanti nell'ombra di pesanti tendaggi, o le tragiche maschere urlanti nella vastità di uno spazio senza tempo, hanno sempre una valenza attuale, di sofferenza o di follia, che ha la sua radice esistenziale nella nostra stessa sofferenza e follia di uomini che, alle soglie del terzo millennio, hanno smarrito i valori che altri uomini avevano dolorosamente costruito, ed assistono impotenti alla decadenza di una intera civiltà...

1990

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Luciano DI NOTO

...Oggi, fatte le dovute eccezioni (c'è gente che vive in una polvere antica, in una polvere di altre epoche...) la realtà attuale vive un momento privilegiato e assoluto, che la situa in un contesto favorevole, ma pieno di ansie, di tensioni, di gradevoli sorprese, di assolute menzogne, di grandi attese. I giovani, forza larvale della storia, seme indiscusso di un futuro già stato, riempiono le esistenze di soporifere o eccitanti risvegli che la società offre loro.
Riescono a vivere morendo come solo i giovani sanno fare attraverso mille cose, attraverso mille esperienze, come condotti dal fluire di un fiume che è la vita di tutti...

...Questa breve prefazione obbliga l'autore di questo scritto a presentare, tra le gradevoli sorprese, un giovane artista solitario e intraprendente pieno di promesse e di realizzazioni, ma anche pieno di amarezze e di sconforti per la situazione in cui versa l'arte in un mondo che, perdendo i confini, è diventato meta, arbitrio e simpatia di un fatto esclusivamente economico....

...Aldo Federico è il giovane; Aldo Federico è l'artista: andate a vederlo.
Vedrete le sue opere e attraverso queste la sua cultura e la sua sensibilità coloristica. I colori di oggi sono quelli di ieri...

...Dalle tenebre la luce, o viceversa. Dal bitume di Giudea, colore scuro e profondo, reso pittorico dalla sapienza tecnica di Federico, appaiono frammenti di altro colore (il rosso carminio per un sipario, la biacca per un volto di donna, per un candelabro, per una spada e per l'autoritratto).

Le figure appaiono dal buio e sono ben realizzate, nonostante la mistica informale o addirittura l'assenza di figurazione che l'arte di questo secolo ha finora fatto circolare...

...Chi si affida al simbolismo sacro della figura, anche tra le tenebre troverà la luce, ma chi ha solo il colore e l'arroganza senza nulla da esprimere, darà alla metafisica dell'arte solo la propria morte.
Federico è un uomo del passato che opera nel presente, ricco di esperienze simboliche e mitiche che affiorano nell'ombra scenografica di una Salomè che regge la testa del Battista, di una spada che non taglierà le teste a chi della spada saprà farne un uso simbolico e accetterà di questa avventura le adorne sembianze di una forza fantastica che ancora regge le fila in un mondo disperso...

1987

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